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Ce.R.Co Centro Ricomposizione
Conflitti
OGGETTO: Relazione
annuale attività ufficio Anno 2004
Nel
corso dell’anno 2004, secondo anno di attività dell’ufficio Centro
Ricomposizione Conflitti, i casi assegnati sono stati 224. Rispetto
all’anno precedente si è verificato un incremento di 18 fascicoli. L’ufficio ha lavorato e concluso 202 casi dei 224 assegnati; i restanti 22 sono attualmente in attesa
dei colloqui individuali di prima conoscenza. La metà circa dei casi
trattati si è
evoluto in una proposta di archiviazione
del procedimento penale. Per una minima parte di questi casi non c’è stata l’effettiva
realizzazione dell’incontro di mediazione in quanto i soggetti avevano già
raggiunto un accordo tramite i legali e l’ufficio è stato utilizzato come
strumento per chiudere ogni
pendenza senza dover necessariamente attendere i tempi del processo,
permettendo inoltre alle parti interessate di avere uno scambio verbale e
personale per rinsaldare l’accordo già individuato. Dall’analisi dei
dati in possesso emerge che il 40%
dei casi lavorati, ha avuto uno sviluppo a carattere di mediazione
e a seguito dei colloqui individuali, c’è stata l’accettazione
delle parti a partecipare a un incontro chiarificatore. In tali colloqui si è reso spesso necessario un intervento
specifico finalizzato al raggiungimento di una variazione nell’ottica di
osservazione del conflitto, sino a renderla meno soggettiva e maggiormente
rivolta alle esigenze e
necessità della controparte, al fine di far maturare il clima
fondamentale per un incontro di mediazione che possa diventare significativo
e risolutorio. E’ in questa fase che l’intervento diventa maggiormente
delicato e spesso si scontra con contesti in cui la querela viene utilizzata
come strumento per far emergere molte altre tensioni sottostanti, a volte
con un significato e un importanza personale maggiore. Tra le situazioni per cui l’intervento dell’ufficio si è
concretizzato in una mediazione, il 25%
dei casi si è concluso con una chiarificazione tra le parti che, a seguito
dei colloqui individuali hanno modificato il rigido atteggiamento di base e
al termine dell’incontro di mediazione, in conseguenza alla realizzazione
di un soddisfacente, positivo e significativo confronto, hanno espresso la
volontà di chiudere la questione penale con la remissione e la contestuale
accettazione di remissione. Si sottolinea che i reati trattati dall’ufficio nell’anno
in corso comprendono anche alcuni reati procedibili d’ufficio. La Procura,
con l’intervento del Ce.R.Co. e la possibile chiarificazione tra le parti,
permette di raggiungere una definizione di archiviazione anche per tali
situazioni. Nell’anno
considerato i fascicoli procedibili d’ufficio sono stati 34 di cui 18 conclusi.
Dei restanti 16, la metà sono ancora in fase di trattazione. Di
questi 18 procedimenti, 10 si sono
concretizzati in una mediazione e 4 si sono conclusi con un’archiviazione
a seguito di accordo tra le parti. Dai dati si evidenzia che alla presenza di un aumento dei
procedimenti penali assegnati rispetto all’anno 2003, è corrisposta una
riduzione delle percentuali di intervento positivo. Gli operatori, in relazione all’esperienza accumulata
nell’ambito specifico, hanno maturato le seguenti riflessioni: q
spesso le
situazioni che vengono delegate per l’intervento di competenza sono
sclerotizzate in modalità di comportamento altamente conflittuali e
l’intervento di mediazione si innesta, nella maggioranza dei casi, dopo
che il livello della tensione tra le parti ha raggiunto stadi intollerabili. q
Cresce il
rischio maggiore di interventi in contesti caratterizzati da conflitti
estesi a più ambiti, fortemente interrelati tra loro e che innalzano il
livello di tensione tra le parti (esempio: questioni penali strettamente
collegate a questioni civili che proseguono da anni senza raggiungere una
soluzione soddisfacente). q
Aumentano le
denunce presentate da soggetti che hanno già più volte tentato di trovare
accordi attraverso i rispettivi legali o autonomamente, ma senza avere
ottenuto risultati positivi. L’intervento dell’ufficio, quindi, che
propone un ulteriore incontro per tentare di trovare una soluzione pacifica,
non viene ritenuto idoneo a risolvere la questione, già portata agli
estremi. L’ufficio ha riscontrato in 37
situazioni il rifiuto
indiscutibile della parti coinvolte, sia in qualità di persona
offesa che di persona indagata, alla realizzazione di un colloquio a
carattere di mediazione, a volte rifiutando la partecipazione anche in fase
preliminare al colloquio individuale. Inoltre in ben 4 situazioni, una delle due parti coinvolte nel procedimento
risultava irreperibile. q
Una parte dei
soggetti che sono coinvolti nelle denunce sono portatori di disturbi
psichici pertanto l’intervento realizzato assume solamente i contorni di
un contenimento e una riduzione delle ansie, ma non può avere le
caratteristiche proprie dell’attività dell’ufficio. Dall’analisi dei dati raccolti emerge comunque che nel 96%
dei casi le soluzioni adottate per
risolvere il conflitto, reperite in autonomia dalle parti durante la
mediazione hanno avuto validità
nel tempo. E’ stato verificato che al termine di un significativo
confronto con la controparte e il raggiungimento di un positivo accordo
valido e accettato da entrambi, le parti rispettano quanto stabilito e
riprendono una convivenza più tranquilla. Si è verificato che un positivo
risultato della mediazione è
ravvisabile anche nel momento in cui
le parti, a seguito del colloquio, vedono scemare le reciproche astiosità e
vedono appianarsi le motivazioni che hanno portato alla proposizione della
querela. Un
dato significativo che emerge dall’analisi dell’attività è che, nella
quasi totalità delle situazioni, l’intervento
dell’ufficio non viene più richiesto per le medesime questioni. Alcuni soggetti hanno assunto l’ufficio come punto di
riferimento per consulenze sulle modalità di agire nel caso in cui si
ripresentino tensioni o liti e a
volte ritornano all’ufficio con la richiesta di contattare la controparte
prima di fare una denuncia. Complessivamente nell’anno 2004 il 40% di tutti i casi trattati
dall’ufficio ha portato alla definizione del procedimento penale con un’archiviazione
a seguito di remissione e accettazione della remissione da parte dei
soggetti coinvolti.
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